Il nuovo rapporto fra sport, ambiente e territorio in tempi di crisi è stato al centro del workshop sullo sport sostenibile che si è tenuto nell'corso dell'Assemblea Nazionale Uisp a Rimini in occasione dello Sport Days.
Daniele Masala ha portato il saluto della Direzione Nazionale, sottolineando l'importanza della questione ambientale per un'associazione come l'Uisp che ha sempre cercato di essere all'avanguardia in questo campo. Si è detto fiducioso che proprio da questo settore possano venire proposte e soluzioni per un nuovo modo di interpretare lo sport.
Il coordinatore del workshop, Santino Cannavò, responsabile nazionale del settore ambiente della Uisp, ha introdotto i relatori con una riflessione in merito all'attuale crisi economica che, a suo dire, inciderà in maniera sostanziale proprio sui temi ambientali e dello sviluppo sostenibile.
Invece la riproposizione di questi argomenti anche e soprattutto in ambito sportivo può e deve essere considerato fondamentale per superare la crisi e trovare una nuova via allo sviluppo, quella dello sviluppo sostenibile.
Toni Federico, responsabile scientifico della Fondazione Sviluppo Sostenibile, si è detto d'accordo con la riflessione di Cannavò trovandosi in difficoltà a parlare di sviluppo sostenibile in un momento storico in cui gli eventi di natura economica e finanziaria stanno mettendo in secondo piano gli aspetti ecologici, sottraendo loro risorse ed energie. Facendo un rapido excursus sull'impegno dell'Uisp in questo campo Federico ha sottolineato come sia necessario passare da un atteggiamento "difensivo", volto cioè ad evitare che lo sport, inteso nelle sue forme più varie, vada ad incidere direttamente in maniera negativa sull'ambiente, ad una forma "attiva" di intervento aiutando ad indirizzare i cittadini verso stili di vita compatibili con l'ambiente stesso. Questo cambio culturale nei modi e negli atteggiamenti della popolazione darebbe una risposta alla crisi che stiamo vivendo con una serie di comportamenti consoni, sobri e solidali che sono quelli più vicini ai valori sportivi.
Nel corso del suo intervento Eriuccio Nora di Agenda 21 ha posto la città, intesa come luogo fisico, ma anche come comunità di persone e di relazioni, al centro delle azioni future in materia ambientale. Le città sono al tempo stesso causa e vittime dei cambiamenti climatici e ambientali, perciò non è più rimandabile un cambiamento del punto di vista del modello di sviluppo e lo sport deve avere un ruolo cruciale in questo mutamento. È importante, però, che gli sportivi mantengano una certa coerenza nei comportamenti virtuosi anche nella vita fuori dello sport. Il concetto chiave di questa nuova visione è quello di resilienza cioè di sapersi adattare ai cambiamenti nella maniera più efficiente e in tempi brevi. A questo proposito è fondamentale focalizzarsi più sulle persone che sulle strutture che non possono più rappresentare il centro unico dell'interesse. Momenti partecipativi di pianificazione delle strutture e delle modalità di utilizzo sono una delle proposte nuove che possono mettere gli sportivi e tutti i cittadini in condizioni di essere realmente protagonisti delle scelte che vengono fatte, mettendo in atto quel cambiamento di punto di vista fondamentale in questo momento di crisi.
Fausto Giovannelli dell'Ente Parco Tosco - Emiliano ha portato la sua esperienza e quella degli altri parchi nazionali e regionali per ciò che concerne il rapporto con lo sport e con il territorio. I parchi non sono più semplicemente aree in cui è vietato fare determinate cose, ma rappresentano un modo differente di fare attività economiche, sociali, ricreative e anche sportive. A questo proposito lo sport può essere un formidabile volano per proporre nuovi stili di vita, si pensi al progetto NeveNatura che ha rovesciato il rapporto con l'elemento neve sottraendolo alla ristrettissima logica dello sci da discesa che comporta, tra l'altro, un enorme consumo di risorse. L'importanza della collaborazione delle società sportive e degli Enti di Promozione come l'Uisp è irrinunciabile proprio per la loro capacità di attrarre persone e di operare un cambiamento, anche culturale negli stili di vita.
L'ingegner Valentina Crivellari della Cooperativa Energetica ha focalizzato il suo intervento sul ruolo dello sport, e dei gestori degli impianti sportivi in particolare, per quanto riguarda il risparmio energetico. È necessario un tipo di ragionamento che riguardi tutto il sistema degli impianti sportivi che da soli incidono per il 10% del consumo dell'intero comparto delle costruzioni. Gli impianti in Italia sono per la maggioranza costruiti prima del 1980 e solo meno del 10% sono stati costruiti dopo il 2000. Da questi dati si può dedurre come buone pratiche, spesso a costo zero o quantomeno ridottissimo, possano consentire ingenti riduzioni di consumo energetico. Un risparmio del 30% nel consumo, dato ritenuto possibile, vista l'età degli impianti sportivi nazionali, sarebbe pari alle risorse necessarie per organizzare 65 Olimpiadi di Torino. Si deduce pertanto che tutti i gestori dovrebbero mettere in pratica questi buoni comportamenti che porterebbero oltre che ad un indubbio beneficio da un punto di vista ambientale, anche un notevole vantaggio economico. Per fare ciò bisognerebbe puntare sulla sensibilizzazione dei cittadini e sulla creazione di reti economiche locali che porterebbero vantaggi alle aziende locali. Meglio avere tante iniziative locali che grandi progetti nazionali, basate, per esempio, su società ad azionariato diffuso e popolare che consentirebbero di far crescere un tessuto sociale e relazionale incentrato sulla partecipazione dei cittadini alle attività degli impianti. Di fondamentale importanza anche un lavoro di lobbying, sempre chiaro e alla luce del sole ovviamente, sugli enti locali che dovrebbero essere interessati e coinvolti maggiormente in questo nuovo rapporto fra infrastrutture e cittadini.
Sandro Barbadoro del Settore Ambiente Uisp ha concluso gli interventi descrivendo l'esperienza dell'Uisp nell'ambito dello sviluppo sostenibile. La fase di sperimentazione può dirsi conclusa con successo con l'organizzazione delle grandi manifestazioni nazionali, come Vivicittà, Bicincittà, Giocagin ad emissioni zero. Grazie a percorsi organizzativi ottimizzati l'Uisp è stata in grado di quantificare la CO2 prodotta che è stata compensata con la piantumazione di alberi. Adesso la sfida nuova riguarda l'attività giornaliera, non circoscrivere, cioè, solo ai grandi eventi tutte le buone pratiche di salvaguardia e tutela ambientale. La scommessa del prossimo futuro è, infatti, quella di uscire dalla logica delle grandi manifestazioni per entrare nella pratica quotidiana. Basti pensare al problema della mobilità, a come si raggiunge l'impianto sportivo, all'incentivazione dell'uso della bici, alla proposta di iniziative che favoriscano l'utilizzo di modalità di spostamento compatibili da un punto di vista ambientale.
Al temine degli interventi è apparso chiaro come lo sviluppo sostenibile sia un tema quanto mai attuale soprattutto alla luce del periodo di crisi economica che, se da una parte sembra aver messo da parte le problematiche ambientali, dall'altra può trovare proprio nella riproposizione dello sviluppo sostenibile, sotto nuove e più moderne tipologie, una occasione di risoluzione
Lorenzo Beciani